15 settembre 2015

Le foto quadrate di Instagram. Anzi no.

Instagram cambia le regole del gioco, aprendo ai formati tradizionali e alle ads

Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare di Instagram. Sì, quel social network in cui si postano foto obbligatoriamente quadrate e dove siamo al riparo dalla pubblicità. Ebbene no. Instagram è cambiato molto nelle ultime settimane e le novità non riguardano l’aggiunta di qualche filtro, sono molto più radicali.
Innanzitutto il formato. Da qualche giorno è possibile caricare foto e video anche in formato rettangolare. E questo ha stravolto non poco la fruizione dell’app. Prima gli utenti erano costretti a tagliare le foto o a progettare lo scatto giù “in ottica quadrata” e proprio questo aspetto aveva resto Instagram un’app di successo, capace di creare un nuovo modo di fotografare e di condividere. Il formato rettangolare (orizzontale o verticale) introdotto alla fine di agosto ha causato e continua a causare divisioni, discussioni e timori specialmente tra gli Igers più attivi, ma ormai non si torna più indietro.
Poi la pubblicità. Siamo ormai abituati ad essere bombardati da inserzioni pubblicitarie su Facebook, Twitter e sugli altri social, ma su Instagram era diverso. Sia chiaro, le aziende hanno sempre utilizzato e anche parecchio l’app, ma da pochissimi giorni potranno farlo a pagamento. Saranno mostrati agli utenti contenuti promozionali in base alle loro preferenze, ma la chicca è che le inserzioni potranno essere gestite attraverso gli strumenti di advertising di Facebook (come ad esempio l’Ads manager). Le aziende avranno la inoltre la possibilità di creare campagne pubblicitarie unificate (su Facebook e Instagram) e si tratta di un bello smacco al competitor numero uno di Mark Zuckerberg, ovvero Google. Le aziende hanno risposto molto positivamente alla novità e le prime in Italia che si sono buttate sulla pubblicità su Instagram sono state Audi, Toyota, Chupa Chups, Ford, Samsung, Carrera, Illy, Mercedes, Toyota, Warner, Entertainment e Yoox.
Ma cosa cambia per gli utenti? Oltre al bottone “scopri di più” sulle foto sponsorizzate, saranno presenti altre due call to action: “installa ora” e “compra” per permettere ovviamente l’installazione di app e l’acquisto di prodotti.
Qualcosa lascia pensare che il nuovo formato rettangolare e l’introduzione dei contenuti sponsorizzati siano due fattori collegati tra loro, ma la cosa non stupirebbe affatto.
Del resto Instagram conta oltre 300 milioni di utenti nel mondo e ogni giorno vengono condivise ben 70 milioni di foto che fanno incetta di – udite, udite – 2,5 miliardi di cuoricini. Poteva forse un mercato così grande continuare a respingere la pubblicità?

Se volete saperne ancora di più su Instagram, ecco la cronistoria di una delle app più famose di sempre. Il 6 ottobre 2010 nasce l’app sviluppata da Kevin Systrom e Mike Kriegeer (solo per iOs) e due mesi dopo conta già un milione di utenti. Viene aggiunta la possibilità di inserire gli hashtag e nel giugno 2011 gli utenti sono 5 milioni (con 100 milioni di foto condivise in tutto il mondo). Nel dicembre 2011 Instagram viene consacrata app dell’anno per iPhone e nel 2012 arriva anche per Android. Da lì a pochi mesi l’applicazione viene acquistata da Facebook, arriva la Photo Maps per far conoscere i luoghi dove è stata scattata la foto e nel febbraio 2013 gli utenti sono 100 milioni. Nel maggio dello stesso anno Instagram introduce la possibilità di taggare le foto e di caricare video, novità che porta gli utenti a toccare i 150 milioni. A novembre l’app arriva anche su Windows Phone e un mese dopo viene integrata la possibilità di inviare messaggi diretti (con foto, ovviamente). Nell’agosto del 2014 un’altra grande novità: Hyperlapse che consente di creare time-lapse concentrando ore di filmato in pochi secondi. Gli utenti a dicembre sono 300 milioni. In tutti questi anni sono stati inseriti sempre nuovi filtri e la possibilità di creare collage di foto. Insomma, il team non è di certo stato con le mani in mano dal lancio avvenuto “solo” cinque anni fa.

di Alessio Ritucci

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15 settembre 2015
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