02 marzo 2017

Vita da Commessa: intervista a Laura Tanfani

Quattro chiacchiere con la fumettista blogger che sta spopolando tra web e librerie

È giovane, marchigiana (vive e lavora a due passi dal nostro studio) e sta vivendo un bel successo, passando rapidamente dai social alle librerie. Ha una pagina Facebook da oltre 60.000 like, un blog che conta decine di migliaia di visite e sta girando l'Italia per la presentazione del suo nuovo libro, che è già in ristampa. Stiamo parlando di Laura Tanfani, fumettista - blogger che con Vita da Commessa ha conquistato i cuori di tantissime persone, raccontando le (dis)avventure di commesse e commessi che si trovano quotidianamente ad affrontare situazioni assurde. Non potevamo perdere l'occasione per farle qualche domanda, anche perchè nel blog vitadacommessa.it c'è anche il nostro zampino.

Ciao Laura, partiamo dalle origini. Come hai cominciato?
«Ho cominciato per gioco. Lavorando in un negozio, e stando costantemente a contatto con il pubblico, ogni giorno mi trovavo (e mi trovo) di fronte a svariati generi di clientela, con richieste ed esigenze di ogni tipo. Ho raccolto le situazione più divertenti e assurde in un quaderno con l'idea di farci, un giorno, un libro. Un anno dopo ho deciso di sfruttare la mia passione per il disegno per raccontare questi episiodi e la mia "Vita da commessa". Ho così aperto nel 2014 la pagina Facebook chiamata appunto "Vita da commessa" dove ho iniziato a pubblicare le vignette che raccontavano le particolari richieste dei clienti. Facebook è un mezzo di condivisione potentissimo ed in poco tempo la mia pagina è stata raggiunta da commessi e commesse proventienti da ogni parte di Italia che con entusiasmo hanno cominciato a raccontarmi le loro vicessitudini nei negozi chiedendomi di rappresentarle tramite il fumetto. Man mano la pagina è cresciuta ed ho aperto anche un account Instagram "vita_da_commessa" e il blog vitadacommessa.it

Di momenti in cui hai pensato "Questa la devo raccontare!" ne avrai vissuti tanti. Qual è la situazione più assurda in cui ti sei trovata?
«Ce ne sono parecchie, non saprei scegliere. Mi ricordo di quando lavoravo da poco come commessa e una signora composta con "la puzza sotto il naso" e "in carne" è entrata in negozio chiedendomi di provare una salopette taglia 42. Io ho provato a dirle che non era la sua taglia ma lei ha insistito. Dieci minuti dopo mi chiama dal camerino chiedendomi, con parolacce e grida, di aiutarla a togliere la salopette perchè era rimasta incastrata dentro. NO COMMENT.
Mi hanno chiesto anche di sbloccare un telefono cellulare. Quando ho fatto presente alla signora che si trovava in un negozio di abbigliamento e non in uno di telefonia mi  ha risposto così:  "Lo so ma nel negozio di telefoni c'era troppa fila!"»

Oltre alle situazioni vissute in prima persona, ricevi tante segnalazioni ogni giorno. Sempre in tema di assurdità, ricordi qualche episodio in particolare?
«Una ragazza mi ha scritto su Facebook raccontandomi questo: una sua cliente stava provando un jeans molto stretto e non riusciva a chiuderlo. La commessa le ha proposto la taglia più grande ma lei non ha voluto provarla. Le ha chiesto però un bagno, perchè era sicura che il problema si potesse risolvere così. In effetti, una volta tornata dal bagno, il jeans si chiuse!»

Una magia. Quasi come il tuo successo... te lo saresti mai aspettato?
«No, non me lo aspettavo, sinceramente. E anche adesso non realizzo in pieno quello che mi sta accadendo.»

Di questi tempi, tanto successo significa spesso tanta viralità. E tanta viralità significa anche tanto “traffico” sulla tua pagina. Come ti trovi nella gestione di tutti i commenti, menzioni e condivisioni?
«È vero, i commenti, le condivisioni e i messaggi che mi arrivano sulla pagina Facebook e su Instagram sono centinaia al giorno. È davvero difficile rispondere a tutti e purtroppo spesso non riesco perchè sono da sola a gestire le pagine e devo mettere in conto che 7/8 ore al giorno lavoro in negozio. Appena ho tempo tento sempre di recuperare i messaggi e i commenti vecchi e rispondere a più persone possibili.»

Oltre che sul web, immagino che tu abbia conquistato anche una certa notorietà anche durante la quotidianità. Quali sono gli aspetti che ti fanno più piacere?
«La gente che non conosco e mi ferma per strada facendomi i complimenti per Vita da Commessa. Perché forse non sembra, ma dietro a quella pagina c'è un lavoro e una fatica grandissima e ricevere complimenti da persone che non conosco fa davvero piacere. Ovvio, fa piacere riceverli anche da chi conosco. :)»

Ci hai raccontato di aver pensato fin da subito all'idea del libro. Il passaggio dai social alle librerie quindi te lo aspettavi?
«Non me lo aspettavo ma forse dentro di me lo speravo, ultimamente. Lavorando tanto per creare contenuti, immagini, video e testi, ho sempre sperato di riuscire a fare un piccolo salto in avanti e far crescere Vita da Commessa in qualche modo. Fortunatamente, ce l'ho fatta con il libro.»

Deve esserci anche qualcosa di negativo. Hai già attirato qualche hater?
«Certo! "Hater" sui social, che commentano in maniera non costruttiva video e contenuti. Ma fa parte del gioco, non me la prendo.»

Tornando alla quotidianità, il tuo lavoro di ogni giorno è cambiato da quando sei "Laura di Vita da Commessa"?
«Sì, ora i clienti che entrano in negozio mi chiedono di essere rappresentati in qualche vignetta! :)»

Ok, è evidente che stai vivendo proprio un bel periodo. Obiettivi per il futuro?
«Tanti, potrei scrivere cento righe. Per il momento mi concentro sul libro e sulle presentazioni che farò in giro per l'Italia nei prossimi mesi, poi si vedrà!»
 



Insomma, una bella storia moderna a dimostrazione del fatto che quando i contenuti sono validi e si toccano le corde giuste, non è così difficile trovare spazio ed emergere. L'ennesima dimostrazione che quello che facciamo online si rispecchia nella vita di ogni giorno, eliminando quella barriera che separa i social dalla "vita reale". 
A questo punto non ci resta che augurare buon proseguimento a Laura e fare un in bocca al lupo a tutte le commesse e i commessi d'Italia, portatori sani di pazienza.
 

di Federico Cerioni

WEB STRATEGIST & PROJECT MANAGER

02 marzo 2017
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