04 settembre 2019

Anche Facebook dice addio ai like

I creatori di contenuti sui social saranno tutti sullo stesso piano?

La guerra dei like è finalmente finita? Troppo presto per dirlo, ma sicuramente la notizia farà discutere molto nei prossimi mesi: anche Facebook – dopo l’avvio di Instagram – sta pian piano oscurando le visualizzazioni delle reaction ai post.
Non è ancora stato reso noto quando la novità sarà ufficiale, ma le sperimentazioni sono cominciate su Instagram qualche mese fa in soli 7 paesi (tra cui l’Italia, ma non per tutti gli utenti), e sembra che presto la novità invaderà anche Facebook. Cosa cambia? Gli utenti non vedranno il numero di persone che hanno interagito con un post altrui. L’autore del post, invece, continuerà a vedere quanti like e reazioni ha ricevuto il suo contenuto. In poche parole, saremo tutti sullo stesso piano: in futuro anche gli utenti meno attivi (e con meno seguito) potranno essere spinti a postare più contenuti senza così temere il confronto con altri utenti che collezionano migliaia di like e reazioni.

Il motivo ufficiale fornito dall’azienda è “Permettere agli utenti di condividere più liberamente i contenuti, evitando anche competizioni e invidie”. La questione psicologica e sociale, non è quindi di secondo piano: da qualche tempo si è iniziato ad osservare che l'esposizione continua a confronti fatti di like e reactions, porta gli utenti (soprattutto i più giovani) a vivere situazioni spesso difficili dal punto di vista emotivo. Pochi pollici alzati e cuoricini, possono impattare in modo negativo sull'autostima, con conseguenze a volte importanti come l'insorgenza di stati depressivi o disagi psicologici di vario genere. Facebook, dopo averci abituati ad essere continuamente esposti al giudizio altrui, prova oggi a "correre ai ripari", eliminando una potenziale fonte di problemi. Non stiamo qui a discutere sul fatto che la questione psicologica andrebbe affrontata in prima battuta dalle famiglie, dalle istituzioni e dalle scuole; ci limitiamo ad osservare che in questo caso il social network si "sostituisce" al ruolo di educatore.

Dal punto di vista del marketing, invece, questo aggiornamento significa che una foto di Chiara Ferragni in barca a vela avrà lo stesso "peso" di una foto sfocata del mio gatto intento a catturare una mosca? Ovviamente no, perché i brand realmente interessati a realizzare campagne di Influencer Marketing utilizzeranno strumenti più o meno complessi per conoscere il reale engagement di un personaggio/utente, valutando quanto esso sia utile per gli obiettivi di business del brand e affine al brand stesso.


Novità anche per YouTube?

Su qualche sito di informazione sta circolando la notizia che anche Google potrebbe seguire questo nuovo trend lanciato da Zuckerberg e presto dovrebbe nascondere il numero di utenti iscritti ai canali YouTube. La notizia però non è vera e basta leggere il blog ufficiale di YouTube: la novità sarà solo l’abbreviazione del conteggio degli scritti. Ad esempio un canale con 4227 iscritti sarà mostrato con l’abbreviazione 4.2k.
 

di Federico Cerioni

DIGITAL MARKETING & SOCIAL MEDIA SPECIALIST

04 settembre 2019
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